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Convegno radicale 2009 – Obbiettivo sopravvivere

Da L’Opinione – art. di Dimitri Buffa : Ogni anno a novembre, puntuale come la festività dei defunti o, in questo caso, come quella più solare dell’estate di San Martino, i Radicali italiani vanno a congresso.

Non più al triste hotel Ergife di via Aurelia come un tempo, ma al Centro congressi delle Terme di Chianciano, dove almeno Pannella e compagni possono farsi anche una cura per il fegato sano. Il tema centrale quest’anno è la sopravvivenza economica: senza rappresentanza parlamentare in Europa e senza un proprio gruppo autonomo al Parlamento italiano, dove contano otto eletti nelle fila del Pd, che peraltro da tempo li tratta come le pecore nere dello schieramento, la galassia radicale teme di venire definitivamente zittita dalla prepotenza del regime. E non a torto se è vero come è vero che nonostante gli appelli accorati, nella finanziaria ancora non si vede chiaro sull’emendamento che dovrebbe rinnovare la convenzione pubblica con Radio radicale, che peraltro fornisce un servizio indispensabile per gli addetti ai lavori dei settori politica e giustizia e una voce fuori dal coro per tutti gli altri cittadini. Prima del Congresso Pannella aveva salutato con parole sarcastiche il discorso di insediamento del nuovo segretario del Pd Luigi Bersani: “bel discorso, però parla come se avesse dietro di sé non la politica partitocratica, per cinquant’anni, del comunismo organizzato italiano, nelle sue varie edizioni, ma come se avesse dalla sua la storia immensa di cent’anni di ”Giustizia e Libertà“, di componente liberale della sinistra europea, in una parola persino il presente ideale ed esistenziale del Partito Radicale e della sua diaspora”. I radicali dentro il Pd possono contare solo sulla sponda del professor Ignazio Marino e quando si andrà alle regionali se ne vedranno delle belle in materia di repentini voltafaccia.

Il tesoriere Michele de Lucia e la segretaria Antonella Casu da tempo si sono dimezzati lo stipendio ed è stata inoltre lanciata una campagna straordinaria di sottoscrizione in vista dell’ottavo congresso dalla nascita di Radicali Italiani. Ma sembra che più di una cinquantina di migliaia di euro in più, in cassa, non siano stati raccolti. Soldi che si aggiungono a quelle poche centinaia di migliaia che mandano avanti le più importanti battaglie politiche italiane di cui i Radicali sono sempre stati profeti inascoltati. Una per tutte la giustizia e le carceri. Se si fosse dato retta ai loro referendum del 1999 oggi non staremmo qui a piangerci addosso e a constatare che di separazione delle carriere o di responsabilità civile dei magistrati si parla solo quando arriva qualche richiesta al parlamento per arrestare un sottosegretario della maggioranza piuttosto che per l’incombere di una sentenza già scritta per il processo Mills dove è imputato il premier in carica. I radicali italiani molto generosamente hanno sempre buttato il cuore politico e riformatore ben oltre l’ostacolo della quasi indigenza economica. Ma adesso la parola d’ordine è semplice: “senza lilleri non si lallera”. Per la cronaca, nella quattro giorni che inizierà oggi Pannella, Bonino e gli altri non si faranno mancare niente e nessuno. Saranno presenti come ospiti, o almeno si sono dichiarati tali, Antonio Di Pietro e il neo segretario dei Verdi Angelo Bonelli, Marco Boato e Paola Balducci, Riccardo Nencini, Bobo Craxi e Saverio Zavettieri (tutti socialisti), Stefano De Luca (liberale sui generis), Salvatore Buonadonna (RC), Luigi Manconi (PD), nonché lo psicoterapeuta Massimo Fagioli, che un tempo stava al regista Marco Bellocchio come tuttora Manlio Sgalambro sta al cantautore Franco Battiato, altro simpatizzante pannelliano di vecchia data.

Previsti gli interventi del costituzionalista Mario Patrono, del giuslavorista Pietro Ichino, degli economisti Franco Debenedetti, Riccardo Gallo e Alessandro De Nicola, degli avvocati Carla Rossi e Giandomenico Caiazza. Per il centro destra si prevedono i “passaggi” solo di ex radicali e amici di vecchia data come Benedetto Della Vedova e Marco Taradash. Per il resto, con quell’ala dello schieramento politico ormai c’è una completa incomunicabilità.

Qualcuno la chiama “la maledizione di Capezzone”. Sia come sia, proprio il settore giustizia e l’universo, anzi l’inferno, carcerario sarà uno dei temi portanti della quattro giorni di Chianciano. I Radicali hanno avuto il merito di portare avanti la battaglia per l’indulto e oggi i numeri danno loro ragione: sono meno recidivi gli “indultati” degli altri. E più recentemente hanno messo sotto gli occhi di una popolazione sempre più chiusa, arida ed egoista, il dramma di Stefano Cucchi, il giovane tossicodipendente ucciso in carcere da autori ancora per poco ignoti e svillaneggiato da morto alla Camera dei deputati da un rappresentante del governo come Carlo Giovanardi. Che senza la pietà cattolica, di cui pure dovrebbe essere portatore, facendone sfoggio a ogni piè sospinto, ha liquidato la sua tragedia come quella di un drogato qualsiasi, uno che meritava di stare nella discarica sociale piena di veleni tossici in cui i politici hanno trasformato le carceri italiane con buona pace della funzione rieducativa della pena e della Costituzione. I radicali italiani quindi ricominceranno da dove hanno finito nell’ultimo congresso: da quella “peste italiana” contro cui nessuno ha ancora inventato il vaccino. E gli unici “ricercatori politici” che se non un vaccino almeno un antidoto in materia lo avrebbero sono proprio loro, i soggetti che andranno a Congresso. Ma per mancanza di fondi non potranno ancora a lungo proseguire nella “ricerca” che pure servirebbe al bene comune.

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